Oggi è: venerdi 18 maggio 2012

Storia

Feliciano Ninguarda vescovo di Como , di origine morbegnese, nella sua visita in Val Masino nel 1589 registrò 20 fuochi (famiglie) a Cùrnolo, 8 a Cataeggio e Filorera, 25 a S. Martino, per un totale di 53 famiglie (250-300 persone), tutte cattoliche.

Un numero di abitanti abbastanza ristretto, questo   testimoniva la durezza delle condizioni di vita, legata soprattutto alla attivtà agricola come la coltivazione di segale, orzo, miglio e frumento, oltre che alla raccolta delle castagne ed alle risorse dell’allevamento.

Nelle sue annotazioni, è evidenziato un quadro sintetico, ma significativo, della situazione della valle sul finire del Cinquecento:

“Oltre Bedolio a due miglia verso oriente, all’imbocco della Valle del Masino, c’è Cevo con trenta famiglie cattoliche la chiesa di S. Caterina martire, filiale della parrocchia di Caspano. Nella stessa valle a due miglia da Cevo c’è Cornulo con venti famiglia cattoliche e la chiesa di S. Antonio Abate parimenti filiale della parrocchia di Caspano. Due miglia oltre Taeggio in una frazione con venticinque famiglie tutte cattoliche, c’è la chiesa di S. Martino, che dà il nome alla frazione. A un miglio abbondante ai piedi delle Alpi ci sono le Terme frequentate ogni anno nel tempo estivo da diverse persone. Non ci sono nè chiesa nÈ case all’infuori di un ospizio e di una segheria. Oltre queste Alpi c’è l’Engadina, paese dei Reti.”

S.Antonio e Cornolo furono I primi abitati sul territorio comunale, seguirono in ordine di tempo S.Martino, Cataeggio e Filorera.
Tra la fine del settecento e l’inizio dell’Ottocento la Val Masino reggiunge l’autonomia amministrativa e religiosa con l’istituziooone del Comune e delle parrocchie.

In  epoche più recenti la Val Masino come tutte le valli alpine, è stata interessata al drastico spopolamento soprattutto negli anni dal 1972 al 1988.  Il fenomeno dello spopolamento si è assestato negli ultimi dieci anni rimanendo sostanzialmente stabile, proprio nel momento in cui la Valle orientava il suo sviluppo verso le risorse naturali e verso il turismo come fonte di reddito e di occupazione.

Oggi la Val Masino è una valle organizzata ed in grado di proiettarsi verso il futuro con un’attenzione particolare alla sostenibilitá. Questo vasto territorio fatto di stupende e uniche vallate quali Preda Rossa, i Bagni, la Val Porcellizzo, la Zocca, e altre ancora è un esempio tangibile di valorizzazione del paesaggio.

Vivendo da vicino la Val Masino, ci si può rendere conto dei servizi che offrono ai turisti e residenti un soggiorno pieno di possibilitá, una miglior qualitá della vita e la possibilitá di trascorrere vacanze felici, riposanti senza ripetere schemi e modelli di un turismo di massa.

In genere ogni abitatore dei propri luoghi tende ad esaltare le bellezze del proprio Paese e della propria Valle. Oggi anche le localitá rimaste ai margini del clamore pubblicitario, perchè sprovviste di grandi aree sciabili, avanzano e promuovono quel che resta delle proprie tradizioni, unitamente alla bellezza naturale del paesaggio.

Ognuno esalta, attraverso un sano campanilismo, le caratteristiche della propria terra segno di un attaccamento alle proprie radici e alla propria storia. Della Val Masino parlano tutti in senso positivo: non c’è persona che si incontri in occasione di particolari circostanze, a Milano piuttosto che a Roma, che non conosca la Val Masino, o che non ne abbia sentito parlare. Oggi la Valle è sinonimo di natura, bellezza e pace: è meta per un turismo nuovo, affascinante per le svariate possibilitá, e per la sua reale sostenibilitá. Considerazioni, queste, che solo fino a qualche anno fa sembravano improponibili. Oggi, al contrario, sembra proporsi il problema del sovraccarico del territorio che rischia di portare ad una compromissione degli equilibri ambientali cosi faticosamente costruiti e mantenuti per secoli.

In particolare una pressione troppo concentrata su brevi periodi, fenomeno comune a tutte le localitá turistiche dove il tentativo della destagionalizzazione è ormai rientrato tra le strategie di ogni operatore turistico. La Val Masino non solo ha un patrimonio naturale intatto e ben conservato, ma ha alle spalle una storia di tutto rispetto.

Oggi la gente della valle si è accorta di avere un tesoro “in casa”, mentre c’è ancora poca attenzione da parte delle istituzioni, soprattutto quelle centrali, che sono orientate a sostenere altri tipi di turismo.

Come scrive Mario Songini sul bel libro “La Val Masino e la sua Gente”, le espressioni di stupore e di ammirazione verso la Valle si inseguono nel tempo.



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