Oggi è: venerdi 18 maggio 2012

La nascita dell’alpinismo

MonteDisgrazia

La scoperta delle nostre montagne inizia con la visita di Leonardo da Vinci che attraverso i suoi appunti esalta le bellezze della Valle.

Le popolazioni locali impegnate nella dura fatica per la sopravvivenza esercitano da sempre un rapporto con la montagna frequentandola, anche ad alte quote, soprattutto per la caccia agli animali, e per procurarsi il fieno selvatico.
Mai più gli abitanti della valle immaginavano, che le alte cime e le creste che incutono timore, sarebbero diventare meta di alpinisti di tutto il mondo. Si hanno notizie giá dal 1804, dove l’Arciduca Giovanni da Lorena affida a J. Gebhard l’incarico di raggiungere la vetta dell’Ortles.

La motivazione fu più di carattere militare che non alpinistico, anche se, per l’ascensione, furono ingaggiati per portare a termine l’impresa tre cacciatori di camosci. Pur non interessando direttamente la Val Masino, questa impresa fu uno dei primi episodi importanti che generò nuove attenzioni verso la montagna da parte di esploratori riconosciuti come i primi veri alpinisti.

Verso il 1850 fu conquistato il Bernina. Anche in questo caso le motivazioni furono più legate a conoscenze topografiche che altro. La conquista delle cime più importanti della Val Masino fu decisa a Londra da un gruppo di alpinisti inglesi tra i quali E.S. Kennedy, Leslie Stephen e T. Cox accompagnati da una famosa Guida Svizzera Melchior Andregger.

Dopo aver effettuato un tentativo da Chiareggio, sostarono in Val Masino e partendo dai Bagni Masino attraverso la Val di Mello, raggiunsero la cima del Disgrazia il 24 agosto 1862. Altri esploratori, come l’ingegnere Svizzero Eschmann salirono sul Pizzo Porcellizzo. Dal 1862 al 1882 furono conquistati il Badile, il Cengalo, il Torrone Orientale, la Rasica.

Gruppi di alpinisti stranieri arrivavano dall’Engadina e dalla Val Bregaglia accompagnati da Guide Svizzere. Ma venne anche il momento dei residenti della Val Masino; presto si scoprirono come forti arrampicatori che sapevano accompagnare e guidare i nuovi arrivati. La fama delle cime della Val Masino si diffuse rapidamente. I più grandi alpinisti italiani sono passati in Val Masino.
Tra i vari episodi da evocare uno dei più significativi, ma poco ricordato, è quello di Achille Ratti divenuto Papa nel 1922 con il nome di Pio XI.  Costui salì il Disgrazia accompagnato dalla Guida Alpina Pietro Fiorelli e da un gruppo di alpinisti della Valle che avevano fatto parte della comitiva che salœ alla allora Capanna Cecilia, oggi Rifugio Ponti.
In questi brevi appunti non si può dimenticare una delle più grandi imprese alpinistiche realizzata da Riccardo Cassin che nel 1937 conquistò la parete Nord – Est del Pizzo Badile fin allora considerata inviolabile.  Impresa che ebbe un epilogo tragico con la morte di tre alpinisti che si aggregarono alla cordata di Cassin.

Anche Walter Bonatti si cimentò in importanti ascensioni che lo indussero a dichiarare che la val Masino poteva diventare il parco degli Scalatori.

Altre memorabili imprese sono quelle di Alfonso Vinci, Hermann Bull, Oggioni, Mauri, Cesana, Piccinini, Osio, Taldo e di molti altri



Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.