Alpinisti Italiani e stranieri

La gente di montagna è sempre salita sulle vette molto prima dell’avvento dell’alpinismo moderno. Ci andavano per necessità, per cacciare, a volte per procurare il fieno per le proprie bestie, e nei periodi del contrabbando valicavano passi e montagne.
Nella seconda metà del 1800 cominciarono a frequentare le valli alpine persone che venivano da fuori. Topografi, ricercatori ed esploratori cominciarono a salire sulle montagne fino ad allora inviolate. Cambiò, cosi anche la mentalità nei confronti delle montagne anche da parte dei residenti.
Si cominciarono a guardare con interesse queste persone che sfidavano le cime incuranti delle superstizioni e delle paure insite nella gente delle valli. Pian piano si andava costruendo un nuovo rapporto tra l’uomo e la montagna, soprattutto quella parte della montagna che non veniva mai raggiunta dalle mucche o dalle capre e a cui,nella leggenda locale, si attribuivano misteriose presenze di mostri ed esseri spaventosi.
Dall’intensificarsi delle presenze di stranieri, che avevano la necessità di farsi accompagnare da gente del luogo, nacquero le prime Guide Alpine, una nuova figura inimmaginabile fino a quel momento. All’inizio saranno al fianco degli esploratori venuti da fuori come semplici accompagnatori, ma poi, in seguito, con l’esperienza maturata, diventeranno delle vere e proprie Guide riconosciute dal CAI, avviando cosi, una nuova professione che ancora oggi conserva un fascino particolare.

L'attestato rilasciato a Giulio Fiorelli il 15 luglio 1889
La Val Masino ha avuto numerose Guide alpine di grande valore. Vari sono i nomi registrati negli annali del CAI: la prima Guida Giulio Fiorelli riconosciuta con un attestato il 15 luglio 1889 (vedi immagine sopra); Anselmo Emilio, Giacomo, Attilio ed Enrico Fiorelli di S. Martino. Un’altra Guida di valore fu Bortolo Sertori di Filorera, diventato guida nel 1892, che compì un gran numero di salite lungo i trent’anni della sua attività, sul Cengalo e sul Badile.
Il primo alpinista che parlò dell’abilità delle Guide della Val Masino, fu il Conte Lurani, il quale scriveva lodi e ammirazione. Nel 1903 Edmondo Brusoni, di Lecco scrisse:
in Val Masino vi sono ottime guide , la migliore è Sertori Bartolomeo di Filorera ma sono buone anche le guide Scetti Pietro di Cataeggio, e i fratelli Fiorelli Giovanni e Giulio di S. Martino che contano già molti anni di lodevole servizio.Tutte sono patentate dal CAI Milano.
In tempi recenti la Val Masino formò una delle Guide più promettenti della sua storia, Pierangelo Marchetti, il KIMA per gli amici, la cui carriera fu purtroppo interrotta da un tragico incidente mentre prestava soccorso ad un ferito.
Oggi sono numerose le Guide alpine che vengono da fuori e che accompagnano i vari turisti nelle ascensioni sulle vette della Valle. Si spera che i giovani locali prendano esempio da Daniele Fiorelli e possano riprendere questa importante ed affascinante attività.
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